Caro “Omino” che tutto sai e tutto puoi,
Sono un giovane italiano che nel putiferio politico economico e sociale in cui si trova il nostro Paese, non ci capisce poi tanto. Purtroppo non posso parlarti di persona, questo lo sai, poiché tu sei “lassù”, irraggiungibile, come nell’ultimo strato del paradiso dantesco, ed io qui, in un banale cerchio infernale. Resomi conto dei miei limiti, ho preso la decisione che mi sembrava più saggia, ho pensato di scriverti una bella lettera. Poi, ascoltando distrattamente la tv ho percepito qualcosa, che mi ha colto alla sprovvista, non posso nemmeno scrivere? Eppure è strano, questa cosa mi fa sorridere.
Io sono uno studente, e i cari professori, croce e delizia della mia vita scolastica, mi hanno tartassato per mesi interi su un periodo chiamato Medioevo. Che stranezza, se ci penso bene intravedo qualcosa di simile… anche i tizi di allora non potevano scrivere tutto ciò che volevano, poiché c’erano, anche in quel caso, gli “omini di lassù” che come te volevano vietarlo. Le parole sono leggere, volano alto, cambiano in continuazione, nella forma e nei significati, “panta rei” diceva Eraclito, tutto scorre come un fiume, e come tale anche la lingua. Or che si chiami Inquisizione o governo democratico tanta distinzione non c’è se distinzione non si vuole fare. È l’uomo che decide il significato delle parole, e oggi come oggi, tra i due termini da me prima citati non noto molta differenza. È tutta una questione di fantasia, gli inquisitori bruciavano i libri aposcrifi, ma visto che oggi è considerato un atto un po’ barbaro, ci sono metodi diversi, forse un pò più originali, tipo telefonate o cose del genere, non posso saperne molto, io che sono un umile plebeo. Tra il bruciare un libro ed evitare che venga pubblicato io non vedo molta differenza, almeno concettualmente, sono entrambi i metodi come linee parallele, non si incontreranno mai, ma in fondo, hanno la stessa direzione. È strano però, perché nei libri che Tu ci fai leggere, che Tu ci fai studiare, viene denunciata l’Inquisizione e chi come essa si comportava e così facendo fai si che il tuo bel governo, costruito con tanto amore e che la maggioranza d’Italia ha voluto, cada in contraddizione, poiché con molta fantasia, anche più della mia, continui ad aggiungere delle parallele a comportamenti del passato, cambi il pacco, gli fai il fiocco, ma il regalo, sostanzialmente non cambia. “Historia magistra vitae”, questo l’ho sentito dire da uno dei tuoi libri, non è niente di mio, io sto solo riportando le mie perplessità, sperando che tu sappia darmi spiegazioni. Historia magistra vitae dicevo, ma in che modo? L’istruzione, nonostante neghi di esserlo, è soggettiva, ognuno dice ciò che vuole dire e dall’altra parte ognuno sente ciò che vuole sentire. Sempre dalla tv una tua frase-“Non c’è libertà di stampa? Una barzelletta di questa minoranza comunista e cattocomunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali.” E noi barzellette raccontiamo. Magari siamo anche comunisti, hai ragione è un dettaglio, ma il nostro punto forte sono le barzellette, proprio come dici tu. A proposito di ciò ti volevo chiedere se sai quella delle 300.000 persone che sabato 3 ottobre affollavano Piazza del Popolo, c’era la tv, persone importanti e tutta la banda, tutti lì in quella piazza, ma non la vedi una cosa simpatica? Ciò che è molto ironico è che sembravano degli sfollati, dei senzatetto, però, non erano tali, ognuno di loro aveva la sua bella casetta e se ne sarebbe potuto stare lì, seduto su una comoda poltrona a guardare la tv e magari farsi infilare nella testa un imbuto e di conseguenza ricevere tutto quello che i tuoi “psicologi” vogliono farci ricevere come degli automi, con gli occhi foderati di prosciutto. Ma loro erano lì! Stavano tutti in piazza, gridavano, cantavano e, come tu hai detto giustamente, raccontavano barzellette. Per finire caro Omino ho una semplice richiesta da farti, come se tu fossi il caro Santa Claus: basta con queste minacce di censure, basta chiuderti in un bunker sparando accuse, un bunker che trema e scricchiola ad ogni puntata di “Anno zero”, devi capire che più in alto si arriva più ci si fa male quando si cade, lasciaci le libertà che la democrazia prevede, noi scriviamo bene, abbiamo cosi tanta fantasia, paragoniamo il Medio Evo al presente, che sciocchi vero? La gente del passato abbassava la testa e subiva, questa la alza e scende in piazza…
Ferdinando Parato